Il Ramo D'oro

Peraza Socorro
Nazionalità: ve Venezuela


4 opere   Domini artistici : Pittura (4)

Studia pittura e disegno a Edwood Park, New York nel 1952. Nel 1960 segue corsi avanzati di pittura e disegno nella Scuola d’Arte Plastica di Muturin, Venezuela, distinguendosi nel dominio delle composizioni figurative. Nel 1978 studia e approfondisce la figura umana nell’Accademia Camden Town di Londra col maestro Jack Yates.
Ha partecipato a prestigiose mostre collettive tra le quali possiamo citare: “Cristo secondo l’arte Venezuelana”, nella Sala Pequiven, marzo-aprile 1999, mostra interistituzionale promossa dalla Petrolchimica Venezuelana (Pequiven). Università Cattolica Andrés Bello (UCAB), Teologia (pro-teologia); “Dio Padre Creatore” Università Cattolica Andrés Bello (UCAB), “Bolivar”, Prima Collettiva Colombo-Venezuelana, Sala Pequiven, luglio 1999; “Cinque per il Mondo” Amici Museo Jacobo Borges, Caracas, settembre 1999; “Salone Annuale di Pittura XXVIII°”, Camera del Commercio di La Guaira, ottobre 1999. E’ stata premiata dal Museo Sacro di Caracas nel Concorso di Presepi per la sua opera “Il Portale”, Menzione Pittura Tradizionale.
Ha realizzato mostre individuali nel Museo Archeologico di San Felipe, La Fortezza (San Felipe, regione Yaracuy, 1999); Museo del Municipio Libertator (Museo Caracas, 1999-2000); Museo Sacro di Caracas (2000); Consolato del Venezuela a New York (2000); Università Cattolica Andrés Bello e Scuola di Arti Visive Cristobal Rojas di Caracas (2001).
Ha esposto in Italia presso il Museo del Sannio (Benevento), Castel dell'Ovo (Napoli), Istituto Italo Latino Americano (Roma), "Il Ramo d'Oro" centro d'arte e cultura (Napoli).
Sue opere sono in Italia presso il Museo del Sannio (Benevento), Castel dell'Ovo (Napoli), Istituto Italo Latino Americano (Roma), "Il Ramo d'Oro" centro d'arte e cultura (Napoli), l'Ambasciata del Venezuela in Roma, il Consolato del Venezuela in Napoli


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Studia pittura e disegno a Edwood Park, New York nel 1952. Nel 1960 segue corsi avanzati di pittura e disegno nella Scuola d’Arte Plastica di Muturin, Venezuela, distinguendosi nel dominio delle composizioni figurative. Nel 1978 studia e approfondisce la figura umana nell’Accademia Camden Town di Londra col maestro Jack Yates.
Ha partecipato a prestigiose mostre collettive tra le quali possiamo citare: “Cristo secondo l’arte Venezuelana”, nella Sala Pequiven, marzo-aprile 1999, mostra interistituzionale promossa dalla Petrolchimica Venezuelana (Pequiven). Università Cattolica Andrés Bello (UCAB), Teologia (pro-teologia); “Dio Padre Creatore” Università Cattolica Andrés Bello (UCAB), “Bolivar”, Prima Collettiva Colombo-Venezuelana, Sala Pequiven, luglio 1999; “Cinque per il Mondo” Amici Museo Jacobo Borges, Caracas, settembre 1999; “Salone Annuale di Pittura XXVIII°”, Camera del Commercio di La Guaira, ottobre 1999. E’ stata premiata dal Museo Sacro di Caracas nel Concorso di Presepi per la sua opera “Il Portale”, Menzione Pittura Tradizionale.
Ha realizzato mostre individuali nel Museo Archeologico di San Felipe, La Fortezza (San Felipe, regione Yaracuy, 1999); Museo del Municipio Libertator (Museo Caracas, 1999-2000); Museo Sacro di Caracas (2000); Consolato del Venezuela a New York (2000); Università Cattolica Andrés Bello e Scuola di Arti Visive Cristobal Rojas di Caracas (2001).
Ha esposto in Italia presso il Museo del Sannio (Benevento), Castel dell'Ovo (Napoli), Istituto Italo Latino Americano (Roma), "Il Ramo d'Oro" centro d'arte e cultura (Napoli).
Sue opere sono in Italia presso il Museo del Sannio (Benevento), Castel dell'Ovo (Napoli), Istituto Italo Latino Americano (Roma), "Il Ramo d'Oro" centro d'arte e cultura (Napoli), l'Ambasciata del Venezuela in Roma, il Consolato del Venezuela in Napoli


Note critiche di Carmine Montella
Nella pittura di Socorro Peraza, protagonista è l’indio. Esso è rappresentato con costante attenzione, con analitica compiacimento, con sentita partecipazione. Lo stato d’animo che conduce la pittrice ad accostarsi alla figura dell’indio e al suo mondo culturale e ambientale, è di curiosità intellettuale e di umana simpatia. Si comprendono, perciò, le scelte compositive e pittoriche da lei compiute: la sobrietà dei particolari tipici, l’evidenza prorompente dei primi piani, l’eleganza ricercata degli ornamenti, la coloritura esaltante della nudità, la vigoria matura dei corpi degli adulti, l’innocenza delicata dei corpi dei giovani. Eppure questa figura di indio trascende la sua splendida fisicità e il richiamo obbligato alla realtà tropicale in cui vive.Essa assurge alla dignità del simbolo, che acquista spessore significativo perché si colloca al confine di due civiltà. La sua, da cui proviene portandosi dentro un carico di valori e di vissuti; la nostra, che le si muove incontro aprendosi al riconoscimento, alla comprensione, alla tutela.
Simbolo, quindi, complesso, profondo. Esso emerge con impeto espressivo in alcuni punti focali di questo universo pittorico. Per esempio, nella normale intimità di un gesto, di un atteggiamento, di una situazione, in cui si fondono e si confondono necessità e gratuità, lavoro e gioco. Ma, soprattutto, in questi occhi, grandi, fermi, sicuri. Occhi interrogativi, che chiedono notizia sul segreto della vita, sulla condizione dell’esistente, sull’incognita dell’avvenire. Tra stupore e smarrimento, tra incertezza e speranza. Perciò la pittura di Socorro Peraza richiede la presenza, oltre all’indio, di un coprotagonista. E’ l’osservatore. Mai come in questo caso non gli è consentito di essere distratto, di farsi da parte. Egli è costantemente richiamato all’interno del quadro e costretto ad impegnare la sua intelligenza, la sua sensibilità.
Pittura che impone contatto, immedesimazione, coinvolgimento. E’ questa la sua ambiguità, è questa la sua ricchezza.

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